L’installazione dell’ascensore con il taglio della scala comune

Molti fabbricati, anche di rilevante altezza, costruiti prima della Legge 13/1989 “Disposizioni per favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati'”, sono privi di ascensore.

In alcuni casi è possibile realizzare l’ascensore,  esternamente o internamente all’edificio, senza modificare significativamente l’utilizzo delle parti comuni.

In altri casi, invece, la realizzazione dell’ascensore comporta una riduzione delle parti comuni, con il taglio dei piani di calpestio delle scale per far posto al vano cabina.

La giurisprudenza negli anni ha ammesso come lecita una modesta diminuzione dei diritti degli altri condomini a favore del superamento delle barriere architettoniche.

Non essendoci un riferimento univoco a livello nazionale sulla larghezza delle scale, alcuni comuni hanno normato la questione della riduzione dei vani scala per far posto agli ascensori nei regolamenti edilizi comunali.

Ad esempio il comune di Milano che nel vigente Regolamento edilizio all’art.89 comma 5 afferma che “nel caso di installazione di ascensori nei vani scala comuni degli edifici esistenti privi di impianti di sollevamento, è consentita la riduzione della larghezza della rampa ad un minimo di 85 cm”.

Altri comuni invece consentono una larghezza minima delle scale anche inferiore (80 cm al netto del corrimano) a condizione che sia dimostrata graficamente l’accessibilità della barella ai sensi del punto 4.1.10 del DM 236/89.

In vigore le nuove NTC 2018

Sono entrate in vigore ieri, 22 marzo, le nuove Norme Tecniche delle Costruzioni.

Le nuove norme erano state approvate con il Decreto Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 17 gennaio 2018 e pubblicate al n.42, serie ordinaria n.8, della Gazzetta Ufficiale il 20 febbraio scorso.

Rispetto alle Norme Tecniche per le Costruzioni del 2008, il testo normativo è stato parzialmente rivisto, integrato e aggiornato.

La nuova norma è entrata in vigore indipendentemente dalla Circolare con le istruzioni applicative che non è stata emanata. Pertanto, a giudizio del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici,  si potranno seguire le indicazioni riportate nella precedente Circolare del 2009 per quanto non in contrasto con quanto riportato nel nuovo DM 17.01.2018.

In base all’art.2 del decreto ministeriale 17 gennaio 2018, è possibile continuare ad applicare le previgenti norme tecniche nelle opere private, fino al termine dei lavori e al relativo collaudo statico, qualora le opere strutturali siano in corso di esecuzione ovvero siano provviste dell’attestazione di deposito del progetto esecutivo delle strutture, secondo le disposizioni vigenti.

 

Sismabonus 2017

La Legge di Bilancio 2017 (Legge 11 dicembre 2016 n.232) ha introdotto la possibilità di usufruire di incentivi fiscali per l’esecuzione di interventi edilizi finalizzati alla riduzione del rischio sismico.

Gli interventi devono riguardare immobili abitativi privati, o parti comuni, e immobili produttivi, in zona sismica 1, 2 e 3, ed essere realizzati tra gennaio 2017 e dicembre 2021, salvo proroghe.

La classificazione di vulnerabilità sismica della costruzione, ante e post intervento progettato e realizzato, deve risultare da una relazione asseverata da un tecnico professionista.

A seconda della riduzione di vulnerabilità sismica conseguita e delle parti di edificio interessate dall’intervento, i proprietari degli immobili hanno diritto alla detrazione fiscale delle spese sostenute dal 50% fino all’85% (parti comuni), su un limite massimo di spesa pari a 96.000 euro all’anno, per ogni unità immobiliare.